(1Cor 1, 1-17)
Ed eccoci finalmente di nuovo all’eredità…
No calma la nostra redazione non è impazzita…. non siamo al gioco di Rai1 ma all’eredità consegnataci dal caro Card. Martini quando, dopo aver guidato per anni le Scuole della Parola in duomo, ha chiesto di continuare questa buona pratica nel tempo sul territorio perchè tra i fedeli cresca la consapevolezza che la Parola è lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino.
Così anche quest’anno rilanciamo la proposta accogliendo l’ospitalità offerta dalla comunità pastorale Sacro Cuore di Triuggio e la nostra nuova guida, Mons. Bortolo Uberti ora prevosto di Lecco, dopo la significativa esperienza nella periferia milanese, oltre al prezioso servizio alla Pastorale Giovanile diocesana con il laboratorio i “Colori della fede” da cui è partito il Coro Shekinah per il quale don Bortolo ha scritto molti dei loro testi… un “cantore” della Parola.
Come negli anni scorsi in queste pagine qualche giorno dopo gli incontri metteremo a disposizione di chi non è in condizioni di partecipare di persona o volesse ritornare ad approfondire la riflessione.
Alla comunità di Triuggio e a don Bortolo il nostro grosso grazie per la collaborazione.
In ascolto della Parola
1Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, 2alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: 3grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!
4Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, 5perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. 6La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente 7che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. 8Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. 9Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!
10Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. 11Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. 12Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: “Io sono di Paolo”, “Io invece sono di Apollo”, “Io invece di Cefa”, “E io di Cristo”.
13È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? 14Ringrazio Dio di non avere battezzato nessuno di voi, eccetto Crispo e Gaio, 15perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome. 16Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefanàs, ma degli altri non so se io abbia battezzato qualcuno. 17Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.
